(Stefania non può postare direttamente quindi lo faccio io per lei. The Director) Anne è tutto o niente. Forse è solo il gioco di un autore che nell'inventare un personaggio o nel volerlo descrivere, si serve degli altri per raccontarlo, attraverso le loro esperienze più o meno approfondite o attraverso le loro sensazioni, emozioni o notizie che arrivano dall'esterno. Ciascuno di noi se da spazio alla fantasia immagina lo straordinario e non l'ordinario e così: Anne è una "figlia dei fiori" che si è ribellata ad una famiglia conformista Anne è un'assassina spietata, senza scrupoli ed egocentrica Anne è una pazza che soffre di crisi depressive, pensa di essere altro, una macchina, uno schermo, tutto tranne che se stessa; ripudia il mondo crudele che le ruota attorno ed è legata alla sua infanzia, il suo ambiente protetto ed incontaminato. Forse è solo un modo per l'autore di raccontare come gli altri vedono gli altri, una tempesta di idee che in realtà ha un suo senso e ordine perchè parla dell'umanità. La storia di Anne è "l'interpretazione molteplice di un testo", come un libro letto da più persone dove ciascuno da un volto e un'anima al personaggio, viene rapito da un passaggio piuttosto che da un altro, si riconosce in un'emozione piuttosto che in un'altra e tutti hanno torto e tutti hanno ragione, perchè non esiste un modo univoco di interpretare la vita. Dietro a questa "tempesta di idee", si delinea però un filo conduttore: Anne è la rappresentazione delle stagioni della vita. L'infanzia, l'adoloscenza, la maturità e la vecchiaia. Ogni momento viene raccontato con immagini forti che suscitano le emozioni tipiche che attraversano questi passaggi naturali. E cosi tutti e nessuno sono Anne.
martedì 26 febbraio 2008
Stefania alias Anne
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