martedì 26 febbraio 2008

Stefania alias Anne

(Stefania non può postare direttamente quindi lo faccio io per lei. The Director)

Anne è tutto o niente.

Forse è solo il gioco di un autore che nell'inventare un personaggio o nel volerlo descrivere, si serve degli altri per raccontarlo, attraverso le loro esperienze più o meno approfondite o attraverso le loro sensazioni, emozioni o notizie che arrivano dall'esterno.

Ciascuno di noi se da spazio alla fantasia immagina lo straordinario e non l'ordinario e così:

Anne è una "figlia dei fiori" che si è ribellata ad una famiglia conformista

Anne è un'assassina spietata, senza scrupoli ed egocentrica

Anne è una pazza che soffre di crisi depressive, pensa di essere altro, una macchina, uno schermo, tutto tranne che se stessa; ripudia il mondo crudele che le ruota attorno ed è legata alla sua infanzia, il suo ambiente protetto ed incontaminato.

Forse è solo un modo per l'autore di raccontare come gli altri vedono gli altri, una tempesta di idee che in realtà ha un suo senso e ordine perchè parla dell'umanità.

La storia di Anne è "l'interpretazione molteplice di un testo", come un libro letto da più persone dove ciascuno da un volto e un'anima al personaggio, viene rapito da un passaggio piuttosto che da un altro, si riconosce in un'emozione piuttosto che in un'altra e tutti hanno torto e tutti hanno ragione, perchè non esiste un modo univoco di interpretare la vita.

Dietro a questa "tempesta di idee", si delinea però un filo conduttore:

Anne è la rappresentazione delle stagioni della vita.

L'infanzia, l'adoloscenza, la maturità e la vecchiaia.

Ogni momento viene raccontato con immagini forti che suscitano le emozioni tipiche che attraversano questi passaggi naturali.

E cosi tutti e nessuno sono Anne.

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